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PER UN PAESE CAPACE DI FUTURO
Fare dell’Europa "...l' economia basata sulla
conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in
grado di realizzare una crescita economica
sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e
una maggiore coesione sociale” entro il 2010, questo
l’obbiettivo dell’Agenda di Lisbona rispetto alla
quale l'Italia è nella coda dei paesi europei.
Nella classifica dell'indice di competitività del
World Economic Forum, Network Readiness Index siamo
al 38° posto ed è una magra consolazione sapere che
due anni fa eravamo al 45° visto che praticamente
tutti i paesi europei, anche nuovi arrivati, ci
precedono.
CAPIRE IL CAMBIAMENTO
Un'economia della conoscenza passa dall'orientamento
al servizio, dallo sviluppo della Tecnologia
dell'Informazione, dalla liberalizzazione del
mercato caratterizzata dallo sviluppo di servizi
qualificati rivolti alle imprese ed ai consumatori,
dal software alla progettazione. Non solo data-entry
non solo call center. Ciò che rende innovativa
l’esperienza è la capacità culturale di cogliere le
potenzialità del digitale.
UN NUOVO PATTO PER IL LAVORO CHE CAMBIA
La dimensione cognitiva del lavoro diviene così
centrale nella produzione di valore anche nei
processi di innovazione che interessano settori
maturi. Il lavoro cognitivo mette in discussione i
parametri quantitativi quali quelli legati allo
sforzo fisico e/o al tempo impiegato: entra in gioco
la dimensione soggettiva e la centralità delle
persone.
Nell'era della conoscenza il vero capitale delle
imprese è costituito dalle persone e dalla loro
qualità, fatta di esperienza, impegno, idee.
Perché questa ricchezza possa essere sviluppata è
necessario che i nuovi imprenditori e le nuove idee
possano emergere negli unici settori dove ciò è
possibile in un paese sviluppato: quelli ad alta
intensità di conoscenza. Per questo sono cruciali la
promozione e la tutela dei lavoratori della
conoscenza, così come la creazione di condizioni
meritocratiche e non assistenziali al fine di
trattenere i nostri migliori talenti e, magari, di
attrarre quelli degli altri.
LE
CONDIZIONI NECESSARIE PER NON PRECLUDERCI IL FUTURO
Occorre garantire: competitività,
concorrenza, accessibilità, partecipazione, ricerca
e sviluppo. E’ una questione democratica perché ha a
che fare con beni comuni e diritti universali. In
Italia non si tratta soltanto di registrare un
ritardo fisiologico dovuto alla necessità di
adattamento di un sistema attraverso approssimazioni
successive, occorre un salto.
UNA METODOLOGIA E UNA CULTURA DELL'INNOVAZIONE
Per innovare non è sufficiente adottare nuove
tecnologie occorre uno sguardo capace di vedere
questo passaggio culturale, economico e sociale,
occorrono una politica pubblica ed un sistema
normativo adeguati a definire un ambiente favorevole
per l'economia della conoscenza.
L'EDUCAZIONE NECESSARIA
Per disporre di uno sguardo adeguato al cambiamento
in atto occorre un impegno per politiche di
educazione e formazione che affianchino il welfare
della conoscenza.
La Commissione Europea propone "Un approccio europeo
all'alfabetizzazione mediatica nell'ambiente
digitale", affinché tecnologie differenti e
complementari con quelle analogiche, contribuiscano
alla dimensione educativa necessaria ai diversi
livelli del percorso scolastico.
Una dimensione inclusiva che richiede una nuova
definizione del rapporto docente/discente nei
processi cognitivi per cogliere le opportunità
attraverso la necessaria profondità.
Una alfabetizzazione digitale a partire dai primi
cicli formativi consente di formare una effettiva
cultura informatica per poter governare ed usare i
cambiamenti della tecnologia digitale con piena
consapevolezza. |