Allegato alla Newsletter della Cedam srl nr # 21 / 2005 - Area gli Eroi di una volta:
Mitologia
Amore o Eros o Cupido| Figlio di Ares o Marte e di Afrodite o Venere, era rappresentato come un giovinetto nudo, di meravigliosa bellezza, armato di un arco donde si spiccavano frecce infallibili, dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Una benda gli nascondeva gli occhi ed una face accesa gli fiammeggiava in una delle mani. Divinità dallo spirito malizioso ed incline alla perversità. Appena Eros nacque, Giove, al solo guardarlo, conobbe quanti guai quel bimbo avrebbe combinato nel mondo, e cercò di convincere la madre ch'era meglio sopprimerlo. Allora Venere, a sottrarlo all'ira del re degli dei lo fece allevare, di nascosto, nei boschi. Appena il divino infante si sentì capace di maneggiare un arco, se ne costruì uno di frassino; e, imparò da sé, esercitandosi contro gli stessi animali che l'avevano nutrito, nell'arte di ferir gli uomini: e, quando gli capitava, anche gli dei. Neanche la madre Venere fu da lui risparmiata (Vedi Adone). Quando Venere, fatta gelosa dalla meravigliosa bellezza di Psiche, pregò il figlio di farla invaghire di qualche uomo dozzinale, Cupido, vista la fanciulla trovò, invece, assai di suo gusto; portarsela in un palazzo incantato, l'amò, senza però rivelarle l'esser suo, imponendole, anzi di non guardarlo se non voleva perderlo. La curiosità, però, poté in lei più dell'amore; e Cupido l'abbandonò subito, per riprendersela, poi, e farla accogliere da Giove fra gli dei. |